1968-2008: QUARANT’ANNI DI PROPOSTE CULTURALI
Come nacque il GUERNICA
“Il 4 luglio del 1968 era stato uno dei giorni più caldi di quel inizio estate. Ma l’afa non era assolutamente avvertita da quei quindici cittadini bressesi che da tempo stavano lavorando alacremente, tra mille dubbi e speranze, intorno ad un progetto aggregativo di grande portata. Nei mesi precedenti c’era stato un continuo susseguirsi di incontri preparatori, di accordi verbali e alla fine, ecco, gli ultimi ritocchi di una bozza di documento che circolava tra le mani da un po’ di tempo e poi, via! .
“Allora, siamo tutti d’accordo? Ci vediamo stasera in Cooperativa!”.
Carlo Betti, operaio in una fabbrica sestese e presidente della Cooperativa L’Aurora, era uno dei quindici. Per la sera aveva messo a disposizione una saletta per un evento certo importante, ma che nessuno di loro immaginava avrebbe finito col segnare per gli anni futuri non solo la loro vita, ma quella dell’intera città.
Quella sera, in un clima di grande entusiasmo, dopo una breve presentazione, fu data lettura dell’atto costitutivo del “Circolo Ricreativo Culturale e Sportivo GUERNICA”.
Ma chi erano questi volenterosi?
Erano impiegati, operai, studenti, alcuni da poco approdati a Bresso, provenienti da ogni parte d’Italia, molti dal Sud, altri dal Veneto e dalla Liguria, prima da soli e poi con le famiglie, con le loro storie e le loro speranze, altri già residenti in loco da generazioni. Tutti accomunati dagli stessi ideali e dalla speranza di un futuro sereno per loro e per le famiglie che via via si sarebbero formate.
Si erano conosciuti da poco, frequentando il bar della cooperativa e l’annessa bocciofila e, dopo le presentazioni e le prime confidenze nei rispettivi dialetti, vincendo il naturale riserbo, avevano avvertito la necessità di far qualcosa per quella città che li aveva accolti e che avrebbe visto crescere i loro figli.
Bresso era un unico enorme cantiere. La sua popolazione, sotto la spinta della migrazione interna, sarebbe cresciuta dal ’61 al ‘ 71 del 300%. Mancava tutto: dalle scuole primarie, al verde attrezzato, ai servizi assistenziali. Il lavoro non mancava, ma le fabbriche erano insalubri e inquinavano. Obiettivo prioritario era quello di informare i cittadini dei loro diritti e invitarli alla partecipazione, ma creare anche occasioni per stare insieme gioiosamente, condividendo costumi e tradizioni di ognuno.
Le nuove radici erano spuntate e cominciavano ad attecchire.
Quanta strada percorsa da allora, quante serate di accesi ed entusiasmanti dibattiti, quanti incontri con personalità di prestigio. Oggi, con i nostri 40 anni di vita, siamo uno dei Circoli ARCI più longevi e prestigiosi della nostra provincia.
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