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Università del Tempo Libero: INDICE DEI CORSI 2011/2012
 
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Last update: 01-Ott-2011
 
 

PSICOLOGIA
L'essere umano è (in)relazione

La realtà della scienza psicologica non appare ben delineata quando la si studia in Università: appare solo tra le linee dei manuali e tra le parole degli insegnanti. La realtà della scienza psicologica probabilmente è "multisfaccettata" e ognuno può coglierla da punti di vista diversi.
La realtà che personalmente ho trovato nello studio della psicologia è che l'essere umano non vive in sé e per sé, ma esiste in quanto è in relazione; questo suo essere relazionato, fin dalla sua nascita, imprime al suo stesso essere una forma relazionale: l'essere umano è in relazione e l'essere umano è relazione. In questi tre incontri ne osserveremo tre esempi.

PROGRAMMA

INFLUENZA SOCIALE
« Maggioranza e minoranza: modi diversi per influenzare la presa di decisioni
« Norme sociali: esempi ed esperimenti
« Persuasione: come i venditori possono usare le norme contro di noi

PERCEZIONE VISIVA E PERCEZIONE SOCIALE
« Percezione: lo scarto tra la realtà fisica e la realtà percepita;
Fenomeni della percezione visiva (esperimenti e figure); leggi della Gestalt
« Percezione sociale: le prime impressioni sugli altri e la possibilità di andare oltre

IL LINGUAGGIO
« Apprendimento del linguaggio: stadi e teorie
« Rapporti tra linguaggio e pensiero: il pensiero narrativo
« Quando il linguaggio non può comunicare: le origini del disturbo psicologico
...o dell'arte!

Durata: 6 ore

Docente: Sara Bonalumi. Laureata presso l'Università Cattolica di Milano, è psicologa iscritta all'Albo professionale e si occupa attualmente di psicologia in ambito scolastico e interculturale. E' laureata anche in Pianoforte presso il Conservatorio di Milano e collabora in un progetto per l'insegnamento della musica ai bambini ed alle loro famiglie. Nell'ambito dell'intercultura è docente di lingua italiana per studenti stranieri e svolge attività di volontariato sociale presso un Centro di ascolto francescano.

 

LETTERATURE COMPARATE
La "beat generation"

Un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta della cultura "beat".
Alla fine della seconda guerra mondiale alcuni giovani statunitensi si sentono soffocare, disprezzano la società, cercano (un) Dio, vogliono fuggire e, soprattutto, fanno arte: musica, poesia, narrativa, cinema. Il gruppo è inizialmente forte e guarda speranzoso al futuro tanto da iniziare a proporre in modo quasi programmatico un tipo di cultura altra, alternativa che ha immediatamente un effetto dirompente nello spazio e nel tempo. Il corso proverà a rintracciare le schegge di questa esplosione culturale prima fuori dagli Stati Uniti e poi nel presente, partendo però da un'analisi anche tecnico-stilistica delle opere realizzate e spesso paradossalmente oscurate dalla potenza stessa delle idee che contenevano.

PROGRAMMA

« Introduzione alla beat generation e ai suoi rappresentanti più significativi;
analisi di alcuni passaggi letterari con particolare attenzione
alla contaminazione con le altre arti.

« La ricezione in Italia della Beat generation: il Beat italiano e Fernanda Pivano

« Oggi: una beat (re)generation?

Durata: 6 ore

Docente: Susanna Ragno. Insegnante da qualche anno di lingua e civiltà francese nelle scuole secondarie superiori. Ha studiato alla Statale di Milano Lingue e Letterature straniere (inglese e francese) e sta inoltre concludendo una seconda laurea in Lettere moderne. I suoi interessi si concentrano principalmente sulla letteratura europea del secondo Ottocento e primo Novecento

 

LETTERATURA FRANCESE
Il "Polar" come chiave di lettura della realtà contemporanea

Il "Polar" è un genere letterario di lunga e gloriosa tradizione. Nel corso del 900' ha assunto varie tipologie (dalle popolari opere di Leroux e Leblanc, al giallo realista di Simenon, al Noir cupo e inquietante di Malet). Sul finire del secolo si sviluppano traiettorie stilistiche diverse e innovative, si affermano scrittori che usano il genere per leggere e capire la realtà, talvolta per scavare nei risvolti politici e sociali di un passato recente ma presto dimenticato perché scomodo.

PROGRAMMA

« il polar socio-politico: Didier Daeninckx, uno scrittore "engagé" che, mescolando realtà e fiction, mette al centro della sua narrazione la denuncia delle ingiustizie e la lotta contro lo smarrimento della memoria storica.

« il polar mediterraneo: un viaggio in compagnia di Fabio Montale nella Marsiglia di Jean Claude Izzo che esplora i territori di una criminalità composita sullo sfondo di una città assolata e cosmopolita.

Durata: 4 ore

Docente: Danielle Goti. Già docente di Lingua e Cultura francese presso la Facoltà di Scienze Politiche di Milano.

 

FILOSOFIA DELLA SCIENZA
L'evoluzione umana

Il termine "filosofia" evoca spesso l'idea di una serie di pensieri astratti. Alcuni pessimisti la definiscono come "qualcosa di cui nessuno capisce niente". Entrambi sono luoghi comuni: la filosofia si può capire, ed esercita un pensiero critico interagendo in molti modi con la realtà. Esiste, ad esempio, una branca della filosofia chiamata "filosofia della biologia", la quale si interroga: come facciamo a sapere ciò che sappiamo su forme di vita che non abbiamo mai visto, sulle reti invisibili che collegano gli esseri viventi della Terra, o su accadimenti che non possiamo osservare perché si svolgono su scala di milioni di anni? Sappiamo infatti che l'evoluzione biologica è ciò che ha portato fino a qui, fino a noi. In questo corso tratteremo della nostra specie, Homo sapiens, come uno tra i frutti contingenti del processo evolutivo: esploreremo l'anatomia, la geografia, la genetica, la cronologia, l'ecologia della nostra specie africana, dei suoi molti parenti estinti, degli indizi ormai inequivocabili che ci legano alla grande storia della vita, e dei puzzle che restano ancora da completare. Esamineremo anche se e come l'evoluzione possa aiutare nella comprensione della diversità culturale tra le popolazioni umane. Non potremo non tornare anche ai paradossi della filosofia, ad esempio a cos'abbia di tanto particolare una specie che va scoprendo la storia di tutte le specie, e alle interpretazioni filosofiche di tale storia evolutiva che vanno demolendo la nostra aura di specialità.


PROGRAMMA

« Detectives evoluzionisti: elementi di evoluzione umana
« Evoluzione e filosofia: perché non siamo speciali

Letture consigliate:
Giorgio Manzi, L'evoluzione umana, Il Mulino, 2007
Luigi Luca Cavalli Sforza, L'evoluzione della cultura, Codice edizioni, ed. 2011
Telmo Pievani, La vita inaspettata. Il fascino di un'evoluzione che non ci aveva previsto, Cortina, 2011

Durata: 4 ore

Docente: Emanuele Serrelli. Svolge attività di ricerca in Filosofia della Scienza all'Università di Milano Bicocca, dove collabora con il prof. Telmo Pievani, ed è stato visiting scholar presso la University of Utah (Salt Lake City). Dispone di una variegata esperienza didattica tradizionale e laboratoriale con diversi destinatari. Tra i suoi gruppi di ricerca internazionali figurano "Hierarchy Theory of Evolution", "Cultural Evolution" e "The Adaptive Behaviour of Biological Systems". Ha girato in Ecuador con Patrizio Roversi una tappa del progetto Evoluti per caso – Sulle tracce di Darwin, trasmesso da Rai Tre nell'agosto 2007 e da Sky nel settembre 2009. L'elenco completo di referenze e pubblicazioni è consultabile sul suo sito www.epistemologia.eu.

 

LA CITTÀ CONTEMPORANEA
La città e la finanza

La costruzione della città pubblica è un processo storico complesso in cui confluiscono una molteplicità di fattori. È imprescindibile in questo processo il ruolo della rendita urbana, ovvero della ricchezza prodotta dai suoli: è, in ultima analisi, proprio l'appropriazione collettiva dei frutti insiti nella terra come bene comune a fare della città un grande manufatto in cui i cittadini possano riconoscersi. Oggi, invece, il suolo urbano pare essere considerato unicamente come possibile sorgente di valore: il genius loci, lo spirito del luogo che dovrebbe guidarne i destini, è soppiantato dagli spiriti animali della nuova finanza globale. Contemporaneamente però sorgono, proprio nella città, movimenti e culture controtendenziali, desiderosi di ridare significato e senso alla presenza dell'uomo sul suolo urbano. Nel corso del seminario esamineremo alcuni episodi storici della storia post-unitaria particolarmente significativi per la costruzione della città italiana e analizzeremo il rapporto tra la città e la finanza alla luce dei recenti avvenimenti speculativi, facendo riferimento in particolare al caso Milano.

PROGRAMMA

« Dopo l'unita d'Italia: la grande finanza nazionale e il destino della città
« La città oggi: il malessere della città, la finanza immobiliare, la perdita del genius loci

Letture suggerite:
A.Caracciolo, Roma capitale. Dal Risorgimento alla crisi dello Stato liberale, Editori Riuniti (in particolare il cap.VI).
L.Gaeta, Il seme di Locke. Interpretazioni del mercato immobiliare, Franco Angeli.
M.De Gaspari, La bolla immobiliare. Le conseguenze economiche delle politiche speculative urbane, Mimesis

Durata: 4 ore

Docente: Mario De Gaspari. Nato a Milano nel 1951, laurea in Filosofia all'Università Statale, psicologo, ha insegnato Pedagogia nella Scuola di servizio sociale del Comune di Milano. È docente di Fondamenti di counselling e interventi nella comunità e nelle organizzazioni alla Academy of Behavioural Sciences di Reggio Emilia. È stato sindaco di Pioltello dal 1997 al 2006 e consigliere della Provincia di Milano dal 2004 al 2009.
Per contatti: mariodegaspari@libero.it Mario De Gaspari è su facebook

 

CINEMA
L'appetito vien guardando

Viaggio sensoriale alla scoperta del cibo raccontato dal cinema.
Il corso intende fissare e approfondire il legame esistente tra cinema e cibo. In concreto: dopo una rapida panoramica sui casi cibo-cinematografici più interessanti della storia del cinema si svilupperà un breve percorso analitico che mostrerà come e quanto il cibo sia entrato a far parte della tradizione cinematografica e come questo affascinante (ma non poco problematico) legame sia diventato, in certi casi, specchio dei tempi e della società. Un legame che nel corso del tempo ha dato vita a espressioni ora realistiche, ora drammatiche, a situazioni comiche, gustose, ridicole, grottesche, oppure metafore, simboli, a rimandi a tutt'altro.
Lo svolgimento del corso prevede l'articolazione dei contenuti in tre parti (Il genere cibo; Assenza e abbondanza; Cibo e identità culturale) puntualmente "guardati", ma anche "assaporati e gustati", allo schermo grazie ad una ricca antologia filmica.

PROGRAMMA

« Il genere cibo. Western, Avventura, Action, Guerra, Commedia romantica, Melodramma, Noir, Horror, Fantascienza: come si è evoluto il legame cinema-cibo lungo la Storia del cinema? Si può parlare di genere cibo? Quali strategie e meccanismi lo sottendono? Alcuni titoli: Lo chiamavano Trinità, Indiana Jones, Harry ti presento Sally, Un americano a Roma, Il pasto nudo, Soul Kitchen, Invito a cena con delitto, La ricotta.

« Assenza e abbondanza. Un excursus tra i titoli più significativi della Storia del cinema che hanno mostrato il doppio lato del legame cibo-cinema: o troppo, o niente. La fame e la gola come protagonisti assoluti, o ingredienti indispensabili, per strutturare un'intera cinematografia. Alcuni titoli: Il monello, La fabbrica di cioccolato, La città incantata, Miseria e nobiltà, La grande abbuffata, Primo Amore, Marie Antoniette.

« Cibo e identità culturale. Lo sguardo puntato sulle abitudini alimentari ma anche sulle tradizioni, l'evoluzione della società, il mercato, il consumismo, la povertà. Attraverso il cibo, il cinema racconta storie d'identità culturale, più o meno mascherate, finalizzate a comprendere meglio il mondo di oggi. Alcuni titoli: Supersize Me, Fast Food Nation, Cous cous, Wall-e.

Durata: 6 ore

Docente: Matteo Mazza. E', tra le altre cose, laureato in Scienze dei Beni Culturali alla Statale di Milano e giornalista. Collabora con la Cooperativa Fuorischermo e il Cinema Rondinella organizzando corsi di educazione al linguaggio cinematografico, rassegne e iniziative culturali.

 

STORIA
Pasolini, il comunismo e la preveggenza

Occuparsi oggi di Pasolini pensatore politico significa anzitutto ricordarne e ammirarne la preveggenza. Gli scritti pasoliniani più anticipatori riguardano un periodo, tra il 1968 e il 1975 (anno della tragica morte del poeta-regista), nel quale parve possibile, in termini politici, un cambiamento che, se si fosse verificato, avrebbe reso l'Italia odierna ben diversa dal paese degradato e decadente che è. Pasolini riteneva quel cambiamento auspicabile, senza però realmente crederlo possibile: la sua preveggenza lo induceva a nutrire sfiducia.
Forse lo scorrere dei decenni e il fatale affievolirsi della combattività lo avrebbero reso meno pessimista. Ma è stato ucciso. E oggi rimane il suo pensiero politico, che va ricostruito a partire dagli anni Cinquanta. Un pensiero politico, quello pasoliniano, utile anche per comprendere meglio il presente, e da utilizzare come quadro concettuale in base al quale ipotizzare possibili scenari futuri per la sinistra.

(dal libro "Pasolini comunista dissidente " di Giorgio Galli – Kaos Edizioni, 2010)

PROGRAMMA

« La "rivoluzione antropologica" e i rapporti tra Pasolini e il PCI.
« Il ruolo degli intellettuali e la modificabilità dei rapporti sociali.

Durata: 4 ore

Docente: Giorgio Galli. Già docente di Storia delle dottrine politiche presso l'Università degli Studi di Milano, è uno dei maggiori politologi italiani. E' autore di numerose opere d'indagine di scienza politica, incentrate sulla recente storia politica italiana, come "Storia del partito armato", "Il bipartitismo imperfetto", "Affari di stato" e di recente pubblicazione "Decennio Moro Berlinguer: una rilettura attuale". Egli ha inoltre effettuato ricerche più complesse e originali sull'intreccio tra dottrine storico-politiche e tradizioni e culture relegate nel grande contenitore dell'irrazionale e del pre-razionale.

 

DIRITTO
L'ordinamento europeo

"Nella battaglia per l'unità europea è stata ed è tuttora necessaria una «concentrazione di pensiero e di volontà" per cogliere le occasioni favorevoli quando si presentano, per affrontare le disfatte quando arrivano, per decidere di continuare quando è necessario". Altiero Spinelli

PROGRAMMA

1° lezione

« Da Parigi a Maastricht, da Amsterdam a Lisbona, passando per Roma.
I principi fondamentali dell'Unione Europea.
« La collocazione del Diritto Comunitario nell'ambito dei vari sistemi.
L'autonomia dell'ordinamento giuridico europeo.
L'interazione tra diritto comunitario e diritto nazionale.
Conflitto tra Diritto comunitario e Diritto nazionale
« La "Costituzione" dell'Unione Europea.

2° lezione

« L'ordinamento giuridico comunitario.
« La procedura legislativa della CE.
« Il sistema di protezione giuridica della CE.
La responsabilità dello stato membro nelle violazioni del Diritto comunitario.
« Il funzionamento dell'economia nella UE e breve glossario.

Durata: 4 ore

Docente: Elena Bellone. Laureata in Giurisprudenza, lavora come funzionario presso un ente locale del Nord Milano, ove è responsabile dei Servizi Demografici e delle Risorse Umane. Nel maggio 2003 è stata eletta al Consiglio Comunale di Bresso, ove ha ricoperto la carica di Vice Presidente del Consiglio Comunale, capogruppo consiliare e presidente della Prima Commissione permanente. Dal 2008 al 2010 è stata vicesindaco del Comune di Bresso con numerose deleghe tra cui quella alla Cultura. E' la mamma di due bellissime ragazze.

 

PITTURA
Correnti fondative della pittura italiana del '900

Se nel panorama della pittura europea dell'800 la pittura italiana più rappresentativa, quella della "Macchia", aveva avuto un ruolo secondario, causa il predominio dell'Impressionismo, all'inizio del '900 la situazione si capovolge. L'affermazione perentoria del Futurismo, movimento tipicamente italiano, segna l'inizio di una serie di movimenti, correnti e scuole, uniche e originali che s'impongono anche a livello europeo.
Il "Realismo Esistenziale" è un movimento pittorico formato da gruppo di giovani artisti usciti da Brera, nati o vissuti a Milano tra la prima metà degli anni 50 e la fine degli anni 60. Essi avevano vissuto l'infanzia dentro la guerra, in una condizione di sgomento, di disagio. Di qui le loro immagini avare di colore, cariche di dolore e stupore: periferie, muri di fabbriche, corpi e gesti disseccati. La "Metacosa", appena dopo, è un gruppo di artisti di talento che nella prima metà degli anni '80 elabora un linguaggio pittorico inconsueto, che rinvia a uno dei bisogni principali del pensiero filosofico: trovare un fondamento cui ancorare le parole e i segni. Il "Novecento" rappresenta infine un movimento artistico che influenza diversi settori artistici, principalmente le arti figurative, la letteratura e la musica. Il periodo di massima esplosione di questo movimento risale agli anni 20 e 30 del secolo scorso. La corrente artistica trova la sua espressione del clima generale di "ritorno all'ordine", traendo ispirazione dalle forme pure e nette dei Primitivi. Il movimento viene riconosciuto e sostenuto dalla musa tutelare Margherita Sarfatti che cerca di definire, dare corpo e diffusione alla corrente. Difficilmente riducibili a movimenti o correnti, due cavalli di razza come G. Morandi e Balthus vengono messi a confronto.

PROGRAMMA

« Dal Realismo Esistenziale al Nuovo Racconto:
Bepi Romagnoni, Gianfranco Ferroni, Mino Ceretti, Floriano Bodini.
La Metacosa: artisti a Milano nel 1979:
Giuseppe Bartolini, Sandro Luporini, Giorgio Tonelli
« Cinque pittori fondatori del Novecento: Anselmo Bucci, Mario Sironi,
Achille Funi, Piero Marussig, Raffaele De Grada
« Due pittori a confronto: Balthus, Giorgio Morandi

Durata: 6 ore

Docente: Prof. Emilio Maroni. Critico d'arte. Ha seguito corsi di perfezionamento in Storia dell'Arte con Federico Zeri presso l'Università Cattolica. È consigliere e collaboratore della società APPACUVI (Associazione Protezione Cultura Val d'Intelvi). Ha tenuto conferenze presso l'AIA (Associazione Italiana Acquarellisti).

 

STORIA E LETTERATURA
Per ritrovare Milano

"Milano è una brutta e mal combinata città..." così si esprimeva Carlo Emilio Gadda nel suo famoso Libello del 1938; Gadda che ha odiato e amato Milano più di ogni altro; Gadda che, proprio per quel suo "agrodolce" rifiuto dello stereotipo (la Milano laboriosa,la Milano generosa...), è ritenuto invece uno dei suoi più grandi cantori. Quello della bruttezza di Milano, comunque, è anch'esso uno degli stereotipi più scontati e comuni. Infatti: è davvero brutta Milano? Certo chi passeggia oggi per la città rimane sconcertato: grandi cartelloni pubblicitari ricoprono molti dei muri dei palazzi, indifferentemente, senza rispetto per la storia o il valore architettonico, troneggiano perfino sulle fiancate del Duomo, tappezzano i suoi famosi tram; le vie del centro, sono, ormai, un unico grande emporio commerciale. La città sembra disordinata, anonima. Soprattutto si fa fatica a ritrovare quel volto vivace, brioso sì, ma dignitoso e contenuto, tutto permeato dell' ironico "spirito meneghino" che l'ha animata nei tempi, e che si rispecchiava nella "parlata" colorita ed espressiva ormai dimenticata. Ecco, noi vogliamo restituirvi la vera Milano affidandoci alle testimonianze degli scrittori, degli intellettuali, degli uomini che in essa hanno vissuto, lavorato, che l'hanno amata. Non senza commozione ritroveremo personalità, atmosfere, storie, ambienti forse dimenticati ma che è importante ricordare per la vita presente e futura di quella che, per molti di noi se non per tutti, è stata ed è pur sempre "la nostra grande città".

PROGRAMMA

« La Mediolanum "perfetta" di Bonvesin Della Riva. Carlo M. Maggi: l'uso colto del dialetto; la nascita di Meneghin e Cecca. La "Camaretta" di Carlo Porta. La Milano di Stendhal. Gli intellettuali romantici. Attualità del messaggio manzoniano. Milano scapigliata.
« Mondo espressivo e stranezze lessicali: le Note Azzurre di Carlo Dossi. L'incanto della "città vecchia" e la Milano popolare e piccolo-borghese di E. De Marchi. Contrasto fra la Milano povera e la Milano ricca; gli emarginati del Nost Milan di C.Bertolazzi. L'è el dì di mòrt, alègher: uso innovatore del dialetto in Delio Tessa. L'inestricabile complessità dolorosa del mondo di Carlo Emilio Gadda.
« La Milano babelica di Dino Buzzati. I cinici senza scrupoli, i grigi impiegati, gli sfortunati proletari della Milano Nera di G.Scerbanenco. Gli stravolgimenti del boom economico in L. Bianciardi. La periferia cittadina degli anni cinquanta-sessanta di G.Testori. La città, la donna e l'erotismo: la Milano da scoprire di C. Castellaneta. Il grande affresco milanese di Franco Loi e un uso molto libero del dialetto milanese.

Durata: 6 ore

Docente: Gabriella Viriglio. Laureata in Lettere Moderne presso l'Università Statale di Milano. Insegnante per le materie letterarie nella Scuola Media Statale.

 

MUSICA
Viaggio nella controcultura americana

Gli anni 60 eredi del rock'n'roll e delle prime forme di ribellione giovanile diventano, in America prima di qualunque altro paese, un momento di riflessione su nuovi possibili modelli di vita: più democratici e egualitari. La musica che ne deriva e che farà da colonna sonora a mille manifestazioni è il folk con tutti i suoi derivati. E' da qui che nasce la musica di protesta contro la segregazione razziale e la guerra. E' da questo contesto che si ergono su tutte le figura di Bob Dylan e Joan Baez con le loro ballate che aprono i cuori e le menti delle nuove generazioni.
In questi tre incontri si vogliono sviscerare i temi trattati da questi nuovi poeti di strada che spesso sono stati addirittura scambiati per giovani profeti in grado di dare la linea e la direzione di un irrinunciabile cambiamento.

PROGRAMMA

« Il folk revival e il fenomeno del songwriter americano
« Joan Baez e l'uso della ballata come canzone di protesta
« Bob Dylan: da menestrello folk a icona del rock impegnato

Durata: 6 ore

Docente: Roberto Caselli. Giornalista, critico musicale, direttore del mensile "Rock Jam". Membro fondatore e collaboratore di Radio Popolare. Autore di numerosi libri sul rock e sul blues. Fra le sue opere "Guida rock della California", e i recenti saggi su Paolo Conte e sui Beatles. E' stato di recente pubblicato anche un libro su Joan Baez.

 

ECOLOGIA
Le interazioni uomo-ambiente

Che cosa si intende per interazione uomo-ambiente e in che forme esso si sviluppo?
Per rispondere a questa domanda occorre fare la storia di questa interazione e verificare come le sue forme sono strettamente connesse con il grado di sviluppo tecnologico dell'uomo. Più elevato è il grado di antropizzazione indotto dall'uomo e più elevato è il contenuto tecnologico e maggiore è l'impatto che l'uomo provoca sull'ambiente. Verranno al riguardo fatti molti esempi che vanno dalla geo-archeologia, alla storia più recente. Verranno inoltre esaminate le problematiche connesse con l'aspetto simmetrico del problema, e cioè in che modo le mutazioni ambientali interne alla biosfera avvenute spontaneamente per fenomeni naturali hanno indotto variazioni sullo stile di vita dell'uomo. Viene inoltre prospettata una teoria dell'equilibrio uomo-ambiente che suggerisce aspetti temporali e intensivi che dovrebbero regolare l'interazione uomo-ambiente senza che l'equilibrio di quest'ultimo risulti compromesso.

PROGRAMMA

« Rapporto tra grado di antropizzazione e impatto sull'ambiente. Problematiche connesse con l'aspetto simmetrico del problema: mutazioni ambientali della biosfera e variazioni dello stile di vita dell'uomo.

« Teoria dell'equilibrio uomo-ambiente

Durata: 4 ore

Docente: Piercarlo Fantucci. Professore ordinario di Chimica Generale presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Svolge la sua attività all'interno del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze. E' esperto di simulazioni al computer di molecole complesse e di bioinformatica.

 

 

 

 
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